Testo Pubblico
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COMUNE DI CIGLIANO
Provincia di Vercelli

VERBALE DI DELIBERAZIONE
DEL CONSIGLIO COMUNALE

N. 16 del 23/04/2009


OGGETTO: RIPROPOSIZIONE ORDINE DEL GIORNO RELATIVO ALLA STRISCIA DI GAZA.


Il giorno 23/04/2009 alle ore 18.00 nella sala delle adunanze consiliari, previa convocazione individuale effettuata nei modi e termini di legge, si è riunito il Consiglio Comunale in sessione ORDINARIA e in seduta pubblica di PRIMA convocazione.

All'appello risultano:

Presenti                                             Assenti                                             
1) Corgnati Giovanni
2) Bono Giovanni
3) Nicolotti Valentino
4) Filippi Bruna
5) Rigazio Anna
6) Castelli Gianni
7) Savio Giovanni
8) Cena Giovanni Rocco
9) Bigando Silvano
1) Canato Antonio
2) Vercellone Eliana
3) Autino Livio
4) Scusello Michele
5) Pellegrino Marino
6) Martinetti Giancarlo
7) Gaida Mauro
8) Griva Sandro
Totale presenti 9Totale assenti 8



Assiste all'adunanza il Segretario Comunale Dott. Clara Destro il quale provvede alla redazione del presente verbale.

Essendo legale il numero degli intervenuti, Corgnati Giovanni assume la presidenza e dichiara aperta la seduta per la trattazione dell'oggetto sopra indicato, posto al n. 2 dell'ordine del giorno.

-
Deliberazione CC n. 16 del 23/04/2009 - PROPOSTA
OGGETTO: RIPROPOSIZIONE ORDINE DEL GIORNO RELATIVO ALLA STRISCIA DI GAZA.


OGGETTO: ORDINE DEL GIORNO

 

Il Consiglio Comunale di Cigliano

 

Ritenendo che nessuno possa rimanere insensibile al dramma che si sta consumando nella striscia di Gaza e che sia responsabilit? di  ogni amministratore pubblico, anche in Italia, interpretare i sentimenti della propria Comunit? al fine di unire la propria voce a quella di tutti coloro che lavorano ad una prospettiva di pace in Palestina, cos? come in ogni altra parte del mondo, approva il seguente documento ispirato a quello predisposta dalla Tavola della Pace a Perugina il 6 gennaio, al quale hanno gi? aderito associazioni laiche e religiose e molti Enti locali in ogni parte del Paese.

 

Quanti bambini, quante donne, quanti innocenti dovranno essere ancora uccisi prima che qualcuno decida di intervenire e di fermare questo massacro? Quanti morti ci dovranno essere ancora prima che qualcuno abbia il coraggio di dire basta?

 

In questo momento la situazione sembra abbastanza tranquilla ma la tregua  risulta essere precaria .

 

Ci auguriamo che cessi il lancio dei missili di Hamas contro Israele e che, le prossime reazioni ad eventuali deprecabili attacchi ad Israele, risultino essere proporzionati e non cos? virulenti come quelli registrati nel periodo precedente la tregua. Per favorire la pace sar? necessario che i due popoli lavorino per: superare l?assedio israeliano alla Striscia di Gaza; la cessazione dell?occupazione israeliana ai territori palestinesi; la fine delle minacce di distruzione dello Stato di Israele da parte di Hamas; la cessazione di violenze, umiliazioni e immense sofferenze quotidiane inflitte ai Palestinesi e la costante violazione dei diritti umani.

 

Insufficiente ? stato ed ? il ruolo dell?ONU, dell?Unione Europea e dei singoli Stati per favorire e promuovere la pace in quei territori; le aspettative dei popoli erano ben altre, tante persone si sarebbero aspettate azioni pi? significative.

 

La continuazione di questo dramma ? un tragedia per tutti, la pi? lunga della storia moderna. Nessuno pu? chiamarsi fuori: siamo tutti coinvolti e corresponsabili. Questa guerra non sta uccidendo solo centinaia di persone ma anche le nostre coscienze e la nostra umanit?. Il nostro silenzio corrode la nostra dignit?.

 

Complici della guerra o costruttori di pace? Dobbiamo fare la nostra scelta. Altre opzioni non ci sono.

 

Di fronte a queste atrocit? dobbiamo innanzitutto cambiare il nostro modo di pensare: Non ha alcun senso schierarsi gli uni contro gli altri. Occorre trovare il modo per aiutare gli uni e gli altri ad uscire dalla terrificante spirale di violenza che li sta brutalizzando. Anche la teoria dell?equidistanza ? insensata perch? nega la verit? e falsa la realt?. La vicinanza a tutte le vittime ? il modo pi? giusto di cominciare a costruire la pace in tempo di guerra.

 

Dobbiamo uscire dalla cultura della guerra. E? vecchia e fallimentare. Nessuna guerra ha mai messo fine alle guerre. La guerra pu? raggiungere temporaneamente alcuni obiettivi ma finisce per creare problemi pi? grandi di quelli che pretende di risolvere. L?uso della forza non ha mai messo fine alle questioni dei Palestinesi, di Israele e del Medio Oriente. La via della guerra ? stata provata per sessant?anni senza successo; anche il buon senso suggerisce di tentare una strada completamente nuova.

 

Dobbiamo pensare e realizzare il Terzo. Non sar? possibile risolvere la questione palestinese o mettere fine alle guerre del Medio Oriente senza l?intervento di un Terzo al di sopra delle parti. Oggi questo Terzo purtroppo non esiste. Il Consiglio di Sicurezza dell?ONU ? ancora paralizzato dal  veto degli Stati Uniti. I governi europei sono divisi e faticano a sviluppare una politica estera comune. Ma questa realt? non ? immutabile: Esserne consapevoli deve spingerci a lavorare con ancora maggio determinazione per pensare e realizzare il Terzo di cui abbiamo urgente bisogno.

 

Fermare la guerra non ? un obiettivo impossibile. Le Nazioni Unite devono cambiare, imporre l?immediato cassate il fuoco, soccorrere e proteggere la popolazione intrappolata nella Striscia di Gaza. L?Europa deve agire con determinazione e coerenza per fermare questa inutile strage e ridare finalmente la parola ad una politica nuova. Non pu? permettersi di sostenere una delle due parti. Deve avere un autentica ruolo conciliatore.

 

La guerra deve essere fermata ora. Non c?? pi? tempo per la vecchia politica, per la retorica, per gli appelli vuoti ed inconcludenti. E? venuto il tempo di un impegno forte, autorevole e coraggioso dell?Italia, della comunit? internazionale e di tutti i costruttori di pace per mettere definitivamente fine a questa e a tutte le guerre del Medio Oriente. Senza dimenticare il resto del mondo.

 

Chiediamo che l?Italia prosegua con una pi? incisiva iniziativa perch? l?Unione Europea colga l?opportunit? di cooperare con la nuova amministrazione statunitense e di  porre termine al conflitto con un accordo basato sulla soluzione ?due popoli, due Stati?, dando finalmente la possibilit? ad Israeliani e Palestinesi di vivere fianco a fianco in pace.

 

Il Consiglio Comunale di Cigliano, sottolineando la sua ferma condanna a tutti gli atti di terrorismo di qualsiasi natura essi siano e in qualsiasi parte del mondo avvengano, per dare il suo contributo affinch? si realizzino le condizioni sopra affermate stabilisce che il presente documento sia trasmesso al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro degli Esteri.


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Deliberazione CC n. 16 del 23/04/2009 - DISCUSSIONE, VOTAZIONE E DISPOSTO
OGGETTO: RIPROPOSIZIONE ORDINE DEL GIORNO RELATIVO ALLA STRISCIA DI GAZA.


Il Consigliere Anna RIGAZIO legge l?Ordine del Giorno.

 

Seguono:

- il commento del Sindaco

- gli nterventi dei Consiglieri Silvano BIGANDO e Valentino NICOLOTTI

 

per i cui testi si rinvia al processo verbale registrato e che qui si danno come integralmente riportati.

 

Alla votazione partecipano anche i consiglieri del CCR e votano all?unanimit? a favore dell?ordine del giorno

Successivamente il Presidente indice la votazione.


IL CONSIGLIO COMUNALE

Vista la sopraestesa proposta di deliberazione;


Con voti favorevoli 9, contrari 0 e astenuti 0 espressi in forma palese;

D E L I B E R A

Di approvare il seguente ordine del giorno:

 

?Il Consiglio Comunale di Cigliano

 

Ritenendo che nessuno possa rimanere insensibile al dramma che si sta consumando nella striscia di Gaza e che sia responsabilit? di  ogni amministratore pubblico, anche in Italia, interpretare i sentimenti della propria Comunit? al fine di unire la propria voce a quella di tutti coloro che lavorano ad una prospettiva di pace in Palestina, cos? come in ogni altra parte del mondo, approva il seguente documento ispirato a quello predisposta dalla Tavola della Pace a Perugina il 6 gennaio, al quale hanno gi? aderito associazioni laiche e religiose e molti Enti locali in ogni parte del Paese.

 

Quanti bambini, quante donne, quanti innocenti dovranno essere ancora uccisi prima che qualcuno decida di intervenire e di fermare questo massacro? Quanti morti ci dovranno essere ancora prima che qualcuno abbia il coraggio di dire basta?

 

In questo momento la situazione sembra abbastanza tranquilla ma la tregua  risulta essere precaria .

 

Ci auguriamo che cessi il lancio dei missili di Hamas contro Israele e che, le prossime reazioni ad eventuali deprecabili attacchi ad Israele, risultino essere proporzionati e non cos? virulenti come quelli registrati nel periodo precedente la tregua. Per favorire la pace sar? necessario che i due popoli lavorino per: superare l?assedio israeliano alla Striscia di Gaza; la cessazione dell?occupazione israeliana ai territori palestinesi; la fine delle minacce di distruzione dello Stato di Israele da parte di Hamas; la cessazione di violenze, umiliazioni e immense sofferenze quotidiane inflitte ai Palestinesi e la costante violazione dei diritti umani.

 

Insufficiente ? stato ed ? il ruolo dell?ONU, dell?Unione Europea e dei singoli Stati per favorire e promuovere la pace in quei territori; le aspettative dei popoli erano ben altre, tante persone si sarebbero aspettate azioni pi? significative.

 

La continuazione di questo dramma ? un tragedia per tutti, la pi? lunga della storia moderna. Nessuno pu? chiamarsi fuori: siamo tutti coinvolti e corresponsabili. Questa guerra non sta uccidendo solo centinaia di persone ma anche le nostre coscienze e la nostra umanit?. Il nostro silenzio corrode la nostra dignit?.

 

Complici della guerra o costruttori di pace? Dobbiamo fare la nostra scelta. Altre opzioni non ci sono.

 

Di fronte a queste atrocit? dobbiamo innanzitutto cambiare il nostro modo di pensare: Non ha alcun senso schierarsi gli uni contro gli altri. Occorre trovare il modo per aiutare gli uni e gli altri ad uscire dalla terrificante spirale di violenza che li sta brutalizzando. Anche la teoria dell?equidistanza ? insensata perch? nega la verit? e falsa la realt?. La vicinanza a tutte le vittime ? il modo pi? giusto di cominciare a costruire la pace in tempo di guerra.

 

Dobbiamo uscire dalla cultura della guerra. E? vecchia e fallimentare. Nessuna guerra ha mai messo fine alle guerre. La guerra pu? raggiungere temporaneamente alcuni obiettivi ma finisce per creare problemi pi? grandi di quelli che pretende di risolvere. L?uso della forza non ha mai messo fine alle questioni dei Palestinesi, di Israele e del Medio Oriente. La via della guerra ? stata provata per sessant?anni senza successo; anche il buon senso suggerisce di tentare una strada completamente nuova.

 

Dobbiamo pensare e realizzare il Terzo. Non sar? possibile risolvere la questione palestinese o mettere fine alle guerre del Medio Oriente senza l?intervento di un Terzo al di sopra delle parti. Oggi questo Terzo purtroppo non esiste. Il Consiglio di Sicurezza dell?ONU ? ancora paralizzato dal  veto degli Stati Uniti. I governi europei sono divisi e faticano a sviluppare una politica estera comune. Ma questa realt? non ? immutabile: Esserne consapevoli deve spingerci a lavorare con ancora maggio determinazione per pensare e realizzare il Terzo di cui abbiamo urgente bisogno.

 

Fermare la guerra non ? un obiettivo impossibile. Le Nazioni Unite devono cambiare, imporre l?immediato cassate il fuoco, soccorrere e proteggere la popolazione intrappolata nella Striscia di Gaza. L?Europa deve agire con determinazione e coerenza per fermare questa inutile strage e ridare finalmente la parola ad una politica nuova. Non pu? permettersi di sostenere una delle due parti. Deve avere un autentica ruolo conciliatore.

 

La guerra deve essere fermata ora. Non c?? pi? tempo per la vecchia politica, per la retorica, per gli appelli vuoti ed inconcludenti. E? venuto il tempo di un impegno forte, autorevole e coraggioso dell?Italia, della comunit? internazionale e di tutti i costruttori di pace per mettere definitivamente fine a questa e a tutte le guerre del Medio Oriente. Senza dimenticare il resto del mondo.

 

Chiediamo che l?Italia prosegua con una pi? incisiva iniziativa perch? l?Unione Europea colga l?opportunit? di cooperare con la nuova amministrazione statunitense e di  porre termine al conflitto con un accordo basato sulla soluzione ?due popoli, due Stati?, dando finalmente la possibilit? ad Israeliani e Palestinesi di vivere fianco a fianco in pace.

 

Il Consiglio Comunale di Cigliano, sottolineando la sua ferma condanna a tutti gli atti di terrorismo di qualsiasi natura essi siano e in qualsiasi parte del mondo avvengano, per dare il suo contributo affinch? si realizzino le condizioni sopra affermate stabilisce che il presente documento sia trasmesso al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro degli Esteri.?








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Deliberazione CC n. 16 del 23/04/2009


Letto, approvato e sottoscritto:

IL PRESIDENTE
F.to Corgnati Giovanni

IL SEGRETARIO COMUNALE
F.to Clara Destro





RELAZIONE DI PUBBLICAZIONE

La suestesa deliberazione;

¤ Viene pubblicata all'Albo Pretorio di questo Comune il giorno ______________ e per quindici giorni consecutivi ai sensi dell'art. 124 del Decreto Legislativo 18/08/2000 n. 267. Reg. Pubbl. n. ________.

¤ E' stata pubblicata all'Albo Pretorio il giorno ____________ e per giorni ________ ai sensi di Legge.

Addì _______________
IL SEGRETARIO COMUNALE
F.to Clara Destro






Il sottoscritto Segretario Comunale certifica che la suestesa deliberazione è divenuta ESECUTIVA ai sensi dell'art. 134 - comma 3 - del D.Lgs 18/08/2000 n. 267, decorsi dieci giorni dalla pubblicazione

Addì _______________
IL SEGRETARIO COMUNALE
F.to Clara Destro






LA PRESENTE COPIA E' CONFORME ALL'ORIGINALE PER USO AMMINISTRATIVO

Cigliano lì _______________
IL SEGRETARIO COMUNALE
Clara Destro

_________________________